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NUOVI METODI PER SCONFIGGERE LE EMORROIDI

I cuscinetti vascolari emorroidari, a cui si riconosce un certo molo del mantenimento della continenza fecale, sono una normale componente del canale anale caratterizzata da tessuto vascolare (ricco di anastomosi artero- venose senza interposizione direte capillare), connetti- vo ricco di fibre elastiche e collagene.

La malattia emorroidaria è una condizione patologia caratterizzata da sanguino- mento e prolasso di questi cuscinetti emorroidari, talora complicata da trombosi. Grati parte dei ricercatori concorda sulla patogenesi di questa affezione legata ad uno scivolamento (prolasso), dei cuscinetti emorroidari e della parte distate della mucosa rettale rispetto alla tonaca muscolare per alterazioni strutturali dei meccanismi elastico-connettivali di sostegno.

Il dislocamento dei cuscinetti emorroidari nella zona di alta pressione del canale anale, porterebbe ad un difficoltoso scarico venoso e alla congestione venosa tipica delle emorroidi, con conseguente danno del trofismo della mucosa e dei capillari e quindi ai fenomeni di proctorragia e di trombosi, «Solitamente questi cuscinetti – spiega il dottor Gianluigi Rosi,angiologo, specializzato in endocrinologia, consulente libero professionista at i’ASL n. 2 di Perugia, – sono chiamati “plessi emorroidari , e servono per regolare il tono del muscolo che fa con- tenere le feci. Le emorroidi o Cuscinetti vascolari, sono presenti in tutti gli individui, e nel 40 — 60% possono dilatarsi e prolassarsi, (scendere), con conseguenze a tutti note: dolore, sanguinamento durante e dopo l’evacuazione, senso di pesantezza giornaliero, bruciore e prurito, che sono pm i sintomi della malattia varicosa».

Quando diventa patologia, che cosa bisogna fare? «Innanzi tutto bisogna regolare il transito intestinale,’ perché ovviamente le emorroidi subiscono un danno meccanico durante l’evacuazione, e quindi, più le feci sono morbide, e minore sarà il danno, e la sintomatologia’migliora insieme ad una adeguata alimentazione. Alcuni alimenti: cioccolata, fritti, salumi, possono creare dei disagi da questo punto di vista, e quindi è meglio curarli, ed attenersi ad un regi- me alimentare corretto.

Se, dopo aver attuato le me norme di igiene alimentare, i sintomi persistono, bisognerà intervenire diretta- mente sul plesso emorroidario. Qual è questa nuova tecnica per curare le emorroidi? «Oltre le tecniche chirurgi- che classiche fino ad ora adottate, c’è una nuova procedura che già si applica da 4 anni per le vene varicose alle gambe. Consiste nell’utilizzazione di un agente sclerosante che viene introdotto attraverso un fibroscopio che consente, ambulatorialmente, di strozzare, ( chiudere ), il plesso venoso senza dolore, e senza anestesia, con un recupero quasi immediato nelle 24 ore successive, e con scomparsa di tutti i sintomi precedentemente descritti».

Quali sono i consigli da dare a chi soffre di questa patologia? «Senza dubbio. Il primo punto, una corretta alimentazione per non far insorgere questi problemi. Nei casi specifici, in cui la corretta alimentazione non basta, è meglio agire preventivamente, in modo da non far aggravare l’evoluzione emorroidaria, e quindi trattarle in uno stadio iniziale, anche perché le complicanze possono essere tali da far insorgere qualche serio problema».

Ma esiste una possibile prevenzione? «Non si può escludere che altri cuscinetti emorroidari possono ritornare, ( specialmente in persone predisposte ), ma comunque, la non invasività della tecnica e i benefici riscontrati, ci consentono di ripetere il trattamento con estrema facilità».