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ULTIMI ARTICOLI

COMMENTI

01/05/2018
N.F.
Argomento:
Sono riuscito a curare le mie vene varicose con poche sedute di scleromousse. Grazie a questa tecnica mi sono risparmiato di farmi operare chirurgicamente. Questa estate non avrò più la preoccupazione delle forti temperature che mi incrementavano la pesantezza e il dolore alla gambe.

01/05/2018
M.F
Argomento:
Con un solo trattamento sono rinata!!! Senza anestesia e senza nessun tipo attenzione particolare nel post trattamento. Nei giorni a seguire non ci potevo credere:sanguinamento,dolore e bruciore sono scomparsi. Ho ritrovato il piacere di andare in bagno senza il terrore di dover soffrire ogni volta. Grazie ancora!

01/05/2018
S.M
Argomento:
Un sentito ringraziamento al Dr.Rosi e Dr.Colucci per avermi risolto questo fastidiosissimo problema che mi affliggeva da circa un anno. Sono riuscito a curare il mio prolasso emorroidario con questa tecnica non invasiva di sclerosi. Grazie infinite!

INSUFFICIENZA VENOSA SUPERFICIALE

L’Insufficienza Venosa Cronica (IVC) appare una condizione clinica assai rilevante sia dal punto di vista epidemiologico sia per le importanti ripercussioni socio-economiche che ne derivano. Nei Paesi occidentali sono ben note le conseguenze della sua elevata prevalenza, i costi dell’iter diagnostico e del programma terapeutico, le significative perdite in ore lavorative e le ripercussioni sulla qualità di vita.

La prevalenza attuale dell’IVC a carico degli arti inferiori è del 10-50% nella popolazione adulta maschile e del 50-55% in quella femminile. La malattia varicosa è presente, clinicamente manifesta, nel 10-33% delle donne e nel 10-20% dei maschi adulti.

Le flebopatie e le varici sono rare nei bambini e negli adolescenti. Tuttavia bambini con familiarità positiva per varici possono sviluppare vene ectasiche ed incontinenti già nell’adolescenza .

Una predisposizione familiare coesiste nell’85% dei portatori di varici vs il 22% di pazienti senza antecedenti . Tuttavia se molti studi dimostrano una “eredità verticale” nessuno al momento ne rivela una “orizzontale” che potrebbe spiegare un modello genetico.

L’IVC colpisce prevalentemente il sesso femminile fino alla quinta-sesta decade, successivamente non si notano significative differenza fra i sessi.

Numerosi studi epidemiologici correlano l’incidenza delle varici con la gravidanza e con il numero dei parti. Esse variano dal 10 al 63% in donne con figli vs 4-26% in nullipare.

Persone in sovrappeso, specie se di sesso femminile e abitanti in aree civilizzate, soffrono maggiormente di IVC e di malattia varicosa rispetto a soggetti di peso normale. In particolare, le varici sono vene superficiali molto dilatate, nelle quali il sangue scorre a fatica, anzi ristagna. Con il passare del tempo poi, possono ingrossarsi tanto da presentarsi come rilievi della cute delle gambe o delle cosce, a formare dei tortuosi rigonfiamenti. Nella maggior parte dei casi, sono due le vene superficiali che vengono interessate da varici: la grande safena che corre lungo la faccia interna della gamba e della coscia, e la piccola safena che sale posteriormente lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio. Tra l’altro se all’inizio, le varici si presentano come sottili strisce bluastre, col tempo, da piccole strisce appena pronunciate, si ingrossano fino a sembrare dei veri e propri cordoni nodosi.

I sintomi agli arti inferiori sono caratterizzati dalla semplice sensazione di pesantezza delle gambe (la sera dopo lunga permanenza in piedi), ai crampi e formicolii durante il sonno, al gonfiore delle caviglie. Senza contare tutte le forme aggravate e più comuni nelle persone anziane, nei cardiopatici cronici e nei diabetici. In tutte queste situazioni, la circolazione periferica può essere molto scarsa fino ad arrivare alla stasi cronica e le varici più sfiancate si possono persino rompere all’interno creando macchie bluastre sulla superficie della cute. Quando poi la cute si assottiglia la varice si apre all’esterno in forma di ulcera varicosa che spesso stenta a chiudersi.

Oltre alle condizioni patologiche già citate esistono poi fattori di rischio o predisponenti come: la familiarità, l’età, il sesso femminile, la sedentarietà per giunta tutti concorrenti con l’eccesso di peso. E che dire, degli ormoni estrogeni e progestinici, della gravidanza, dei cicli mestruali nonché dell’uso troppo precoce della pillola anticoncezionale. Vi sono poi professioni a rischio, ossia tutte quelle che richiedono una lunga permanenza giornaliera in piedi. E, infine, sia nei maschi sia nelle femmine, un rischio aggiuntivo, è rappresentato dai traumi ripetuti degli arti inferiori specie se richiedono interventi chirurgici ortopedici complessi e lunghi periodi d’immobilità.

TRATTAMENTO VENE VARICOSE CON SCLEROMOUSSE PRIMA E DOPO

Trattamento grave sindrome venosa
Prima del trattamento
Risultati 3 mesi dopo
Trattamento ulcera venosa
Prima del Trattamento
Dopo Il trattamento
Scleromousse Trattamento
Prima del Trattamento
Dopo Il Trattamento
Scleromousse Trattamento
Gamba DX Prima del Trattamento
Gamba DX Dopo il Trattamento
Gamba SX prima del trattamento
Gamba SX dopo il trattamento