Vitamina K2

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Carissimo Lettore e Internauta benvenuto,

queste slide insieme ai filmati presenti nel sito www.rosigianluigi.it mettono in evidenza l’importanza della Vit. K2. Sino ad oggi in Italia è stata assolutamente trascurata mentre all’estero sono stati fatti numerosi lavori tra i quali quello del dr.C. Vermeer che ha messo in evidenza la fondamentale correlazione tra Vit. K2 e Aterosclerosi e Osteoporosi.
 
Da 5 anni come Medico specialista mi sto impegnando per diffondere questa Vit. K2 al fine di migliorare la salute di tutti e ridurre il rischio  di complicanze vascolari come l’Ictus, l’Infarto, l’Amputazione di gamba.
 
Buona Lettura Dr. Gianluigi Rosi

 

Ruolo della vitamina K2 e della Vitexina in AngiologiaRuolo della vitamina K2 e della Vitexina in Angiologia

La scoperta della Vit. K2
Mr. Weston Price nato nel 1870 in Ontario
Fino al 1939 fa il dentista negli USA aCleveland e vede tante patologie odontoiatriche gravi e afferma
che la nuova alimentazione è dannosa ai denti.
Decide di fare un lungo viaggio
Alaska, Africa, Australia, Nuova Zelanda, Pacifico del Sud, Amazzonia
1929 Dam
provoca nei pulcini a dieta povera una sindrome emorragica non curabile con la vit. C curabile invece
con alfa ) e animali (fegato di maiale) e postula l’esistenza di una vit. della coagulazione
1931
Un fattore simile è presente nei pesci putrefatti
1935
1935 Dam isola vit. K1 dalla foglia e Almquist la vit. K2 dalla farina di pesce putrefatta
1938 Tayer detrmina la struttura della Vit. K1 e K2
1939 Sintesi delle Vit. K1 e K2
1943 Dam & Doisy
Nobel per la Fisiologia e Medicina
Con la scoperta della Vit. K1 ed anche K2
Ma… pensarono che
1. K1 e K2 sono varianti similari
2. Unica funzione fisiologica
3. Carenza di Vit. K fu considerata rara
Dopo 30 anni nel 1975
ad Harvard Medical School scoprirono l’osteocalcina una vit.K2 dip.
1997 si inizia a pensare la deposizione del Ca++ nelle ossa eliminare il Ca++ dalle arterie
2007 C. Vermeer
gli studi definitivi di relazione tra Vit K2 – MGP carbossilazione

Vit. K2 e farmaci anticoagulanti: Amici o Nemici ?

Nemici Perchè: I dicumarolici Aumentano le
calcificazioni perché diminuiscono i livelli di
Vit. K1 e quindi riducono la MGP
carbossilasi
Pz in terapia Anticoagulanti orali che
assumono 45-50 mcg di vit. K2 hanno un
effetto benefico sulle calcificazioni arteriose

A cura del Dr. Gianluigi Rosi

Ruolo della Vit. K2 nella lotta all’aterosclerosi e alla fortificazione dell’ osso.

La vitamina K2 (menachinone, MK7) è un nutriente essenziale che fa parte del gruppo delle Vitamine K, conosciute fin dal 1929 per gli effetti sulla coagulazione del sangue K1. La Vit. K2 o Attivatore X era ancor prima stato individuato dal dr. Price nell’ Ontario come costituente fondamentale della dieta dei cittadini abitanti nelle città non industrializzate che vivevano in un ambiente agricolo. Tanto è vero che il Dr. Price scoprì che vi era una sostanziale differenza dei denti tra quelli che seguivano una alimentazione di campagna e quelli che vivevano in una cittadina come Cleveland in fase di industrializzazione. Tanto è vero che le osservazioni del Dr. Price divennero ben presto delle conferme dopo aver avuto l’incarico al governo degli USA di compiere una missione in tutto il mondo per valutare lo stato dei denti degli abitanti di tutti i 5 continenti al fine di confermare le sue supposizioni. Ben presto le supposizioni divennero e nel 1929 il biochimico olandese H. Dam provoca nei pulcini a dieta povera di vit. K una sindrome emorragica non curabile con la vit. C ma con un certo tipo di foglie alfaalfa ed il fegato di maiale e postula la presenza di una vit. della “Koagulazioner”. Successivamente nel 1935 H. Dam isola la vit. K1 nella foglia di Almquist e la vit. K2 nel pesce putrefatto. Taver nel 1938 determina la struttura della viT. K1 e K2 . Per queste scoperte il Dr.H. Dam ed il Dr. Doisy vincono il premio Nobel per la fisiologia e medicina. Ma al tempo stesso dichiararono che la Vit. K1 e K2 erano varianti similari; che avevano una unica funzione fisiologica e che la carenza di Vit. K era considerata rara. Tutto ciò ovviamente mise in secondo piano l vit. K2 e tutte le supposizioni del Dr. Price. Si dovette aspettare il 1975 quando alla Harvard Medical School si scoprì che l’osteocalcina era una proteina vit. K2 dipendente. Nel 1997 si inizio a pensafe che la Vit. K2 evitava la deposizione di Ca++ nelle arterie e lo faceva depositare nelle ossa Nel XX secolo la vitamina K2 divenne la vitamina fondamentale per eliminare e ridurre le calcificazioni a livello dell’aorta addominale e quindi giocare un ruolo fondamentale nell’ambito delle patologie cardiovascolari (aterosclerosi) ed ossee (osteoporosi) dagli studi dello scienziato C. Veermeer dell’Università di Maastricht. E forse possiamo affermare di aver trovato lo “spazzino delle arterie”. Però nonostante tutto ai giorni d’oggi la Vit. K2 è ancora sconosciuta, sia in scientifico che nutrizionale ed alimentare. Si sono fatti dei tentativi posizionandola vicina alla osteogenesi ma con scarsi risultati. Da circa 5 anni il medico angiologo dr. Gianluigi Rosi, con una trentennale esperienza in ambito angiologico ha compiuto, delle ricerche bibliografiche sulla Vit. K2 ed ha avuto l’idea di mettere a punto un prodotto che sarà rivoluzionario nel suo genere, ed avrà una triplice azione, sull’allontanamento del Ca++ dalla arteria, la sua deposizione nell’osso con la collaborazione della vit. D e la vasodilatazione arteriosa dovuta alla Vitexina. Un primo
protocollo di studio su 40 persone ha dimostrato un miglioramento dei sintomi nella
claudicatio intermittens nei soggetti con dolore al polpaccio durante il cammino.
Il ruolo fondamentale della Vit. K2 è quello di avere una attività antiaterosclerotica
attraverso un meccanismo d’azione, a livello cardiovascolare, con un effetto protettivo
dovuto alla capacità di attivare la “Matrix Gla Protein” (MGP) prodotta dalle cellule
muscolari lisce della tunica della arteria che, carbossilata, lega il calcio circolante nel
sangue, e ne impedisce la precipitazione sotto forma di cristalli nella parete arteriosa. A
livello osseo, successivamente svolge un’azione opposta favorendo la deposizione del
calcio attraverso l’attivazione per carbossilazione di una “Bone Gla Protein” fondamentale
per la normale mineralizzazione ossea.

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